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giovedì 12 gennaio 2017

Zygmunt Bauman: "Io, sempre straniero, l'unico giudice è la mia coscienza"


Zygmunt Bauman: "Io, sempre straniero, l'unico giudice è la mia coscienza"

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Racconta la sua storia e guarda il mondo: "È un campo minato". Il grande sociologo della modernità liquida domani compie 90 anni












Insomma, a 90 anni, tocca a Bauman assistere al disfarsi di un altro mondo ancora. È nato a Poznan, il 19 novembre 1925. La Polonia indipendente esisteva da appena sette anni, e non era un Paese dove le minoranze nazionali avevano una vita facile. Poznan poi, era la roccaforte della destra antisemita che esaltava una patria per i soli cattolici. Racconta Bauman: "A scuola, durante gli intervalli, non uscivo nel cortile. Era l'unico modo per evitare i calci e le botte degli altri. Amavo i libri. E andavo spesso in una libreria. Ma non avevo soldi".

L'impresa commerciale di suo padre fallì, causa crisi.
"Sì, fu una vicenda durissima. Un giorno in quel negozio vidi un cartello: "locale cristiano". E accanto un altro: "compra dal polacco" (significa non comprare dagli ebrei, ndr). Frequentavo anche una biblioteca pubblica, finché vidi sullo scaffale la rivista Alla gogna. Non ci tornai più".

"Alla gogna" era una delle più volgari riviste antisemite mai esistite. Nel 1939 Hitler invade la Polonia. Lei, appena 14enne, scappa in Urss, diventa piccolo comunista e si arruola nell'esercito polacco che combatte a fianco dell'Armata rossa.
"Nel ginnasio sovietico posso finalmente correre sul campo dietro al pallone (e tuttora sono un tifoso: di squadre perdenti): nessuno mi dice che devo andarmene in Madagascar o in Palestina e, quando confesso il mio amore per le lettere polacche, nessuno mi ricorda che sono un ebreo e quindi non devo usurpare una cultura non mia. Il mio essere polacco è sempre risultato sospetto, come se l'appartenenza alla Polonia l'avessi rubata senza averne il diritto e così fino a oggi. Ma possiamo parlare anche delle mie idee e non solo della biografia?".

Nel 1968, in seguito alle manifestazioni degli studenti, lei, allora professore all'Università di Varsavia viene dichiarato il nemico pubblico numero uno, sia in quanto deviazionista, sia in quanto sionista (e cioè ebreo). Fino a metà degli anni Sessanta però lei è stato comunista ed è stata un'esperienza fondamentale. Cosa era il comunismo?
"Il comunismo non è nato per miracolo né è caduto dal cielo, non è un prodotto dell'inferno. Segna invece una continuità con la storia. È uno dei risultati della riflessione filosofica, manifestatasi dopo il terremoto di Lisbona del 1755, che ha come scopo abbandonare l'atteggiamento da "guardaboschi" nei confronti del mondo a favore invece di una posizione da "giardiniere". Il giardiniere sistema il mondo; sceglie le piante giuste, estirpa quelle nocive. Il comunismo non è un'utopia romantica, ma è figlio del secolo dei Lumi, di Voltaire e Diderot. E ha qualcosa di messianico. Trotzky si considerava forse come un messia degli ebrei, forse come una specie di Cristo, forse pensava al secondo Avvento".

E poi?
"Infine, il comunismo è una tecnica di conquista del potere, tecnica golpista, tecnica che permette di ignorare i risultati delle elezioni, e che tende alla totale manipolazione delle coscienze e del linguaggio".

E con questa risposta ha spiegato anche perché a un certo punto smise di essere comunista. Ma l'adesione a cosa era dovuta?
"Camus disse che la particolarità del Novecento stava nel fatto di causare il Male in nome del Bene. C'era il fascino del nuovo inizio, che a sua volta si basava sulla repulsione per il vecchio mondo. Nell'adesione al comunismo c'è molto del socialdemocratico Bernstein e di Walter Benjamin con il suo Angelo della storia. Il bolscevismo è stato una specie di Partito dell'azione. E, per quanto mi riguarda, ero un giovane soldato decorato con una medaglia al valore militare per aver partecipato alle cruenti battaglie di Kolberg e di Berlino. Non ero un intellettuale. Volevo che il mio povero e infelice Paese cambiasse".

Seguono gli anni del potere comunista. Lei diventa un sociologo importante, poi un dissidente; infine, espulso, va in Israele ma vi rimane pochissimo...
"Non volevo scambiare il nazionalismo polacco di cui sono stato una vittima, per il nazionalismo israeliano".

La sua non è una biografia comune...
"Non esistono biografie comuni. Ogni uomo è un mondo a sé, irripetibile".

Sarà, ma la sua, è una biografia molto ebraica. Ha vissuto in Polonia, Israele, Inghilterra. Ovunque è rimasto straniero.
"Un comico inglese diceva che l'ebreo è un uomo che in ogni luogo è fuori luogo. Sì, sono nato straniero e morirò straniero. E sono innamorato di questa mia condizione. Con mia moglie Janina, scomparsa quasi cinque anni fa, eravamo uniti in tutto, ma una cosa non l'ho condivisa con lei: ha scritto Il sogno di appartenenza, un libro in cui esprimeva il suo bisogno di appartenere. Io ne faccio a meno. Nell'essere "straniero" ci sono alcuni privilegi. Il più grande di questi è potersene infischiare dell'opinione pubblica. L'unico tribunale è quello della propria coscienza ed è il più severo di tutti".

Come le è venuta l'idea della modernità liquida?
"Fin da bambino sono stato affascinato dalla fisica. Poi sono diventato un sociologo e non un astronomo come sognavo. L'idea della modernità liquida mi è venuta leggendo il fondamentale libro di Ilya Prigogine, Nobel per la fisica, The End of Certainty. Prigogine parlava della debolezza dei legami tra le molecole dei liquidi contrapposta alla forza di questi legami nei corpi solidi ".

venerdì 6 gennaio 2017

STALIN E MARIA
Vittorio Messori nel suo libro "Ipotesi su Maria" ha ricostruito il caso clamoroso di Stalin (proprio quel satanasso, massacratore di cristiani!).
Un giornalista e storico russo, che proviene dalla nomenklatura sovietica, nel 1997, ha pubblicato documenti fino ad allora top secret che svelano una vicenda clamorosa.
E' noto che nel momento in cui le truppe tedesche, invasero l'Urss e sembrarono sul punto di prevalere, Stalin fece qualcosa di inimmaginabile: fece riaprire al culto 20 mila chiese che aveva chiuso e i santuari più popolari, acconsentì all'elezione del Patriarca ortodosso, poi fece organizzare solenni processioni con la veneratissima icona della Madre di Dio di Kazan, protettrice della Russia e addirittura la fece portare in aereo a Stalingrado.
Fece perfino in modo che l'altra icona amata dal popolo, la "Madonna della tenerezza" di Vladimir, su un aereo militare, in segno di benedizione sorvolasse Mosca circondata dai tedeschi; fece appello al popolo della Santa Russia e addirittura recuperò la prassi zarista mandando i soldati in battaglia al grido "Avanti con Dio!".
Fatto sta che i russi combatterono come leoni e i nazisti furono vinti. Gli storici, che conoscevano alcuni di questi fatti, seguiti da una svolta nell'atteggiamento verso i cristiani, ritennero che fossero dettati da Realpolitik. E che la mossa di Stalin fosse riuscita.
Oggi, con l'apertura degli archivi si è scoperto che all'origine di tutto c'è un religioso ortodosso libanese, padre Elia, un mistico che, pregando per la salvezza della Russia ebbe una visione della Madonna la quale - scrive Messori - "gli trasmise le disposizioni del cielo".
Erano esattamente le cose che Stalin poi fece eseguire, dopo aver ricevuto la lettera del metropolita libanese attraverso l'ambasciata sovietica a Beirut.
La conferma è data dal fatto che nel 1947 proprio a quello sconosciuto asceta libanese fu assegnato - nella sorpresa generale - il Premio Stalin (che egli gentilmente rifiutò).
Evidentemente il Cielo non voleva che la Russia fosse conquistata e distrutta dal paganesimo nazista. E oggi, dalla Russia dove rifiorisce meravigliosamente la fede cristiana, quella stessa icona prodigiosa è stata portata da Putin in Vaticano. 
(Antonio Socci)
Epifania
Qualcuno fa fatica ad arrivare alla fede, perché è irritato dai «misteri»: ritiene che sia preferibile dedicare la propria attenzione non a un Dio che non si vede e non si capisce, ma alla realtà mondana che è chiara e accessibile alla nostra ragione. Ma se uno riflette, vede che le cose stanno proprio al contrario. 
Il mondo è un enigma; e le nostre capacità razionali, se riescono a studiarlo un po’ nei suoi meccanismi e a dominarlo, non arrivano affatto a capirlo nel suo significato, e non sono in grado di rispondere alle domande che più contano e più sono incisive. 
Un grande e angosciato poeta italiano, contemplando nella notte l’infinità tersa dei cieli, così si interrogava: «Che vuol dir questa – solitudine immensa? Ed io che sono?». E, poiché era uno spirito lucido e profondo, non si lasciava incantare né dai fatui bagliori dello scientismo né dal mito conclamato del progresso («le magnifiche sorti e progressive»), ma concludeva a uno straziato «non so», sincero ma chiuso e irredimibile, preludio alla confessione disperata: «Per me la vita è male». 
Il mondo è davvero un enigma oscuro; un enigma che la mente non è in grado di penetrare, nonostante gli esaltanti e inquietanti successi della scienza; un enigma che non sa illuminarci né sulla sua e nostra origine, né sulla sua e nostra fine, né sulla ragione plausibile del suo e del nostro esistere. 
Dio invece è sì un mistero inaccessibile, ma è anche un mistero illuminante: sa far arrivare la sua luce sul mondo; ci offre, con la venuta tra noi del Figlio suo, il significato ultimo dell’esistenza; ci dice quale sia il nostro destino. Sicché chi vuole continuare a vivere ragionevolmente, non ha altra scelta che oltrepassare la pura ragione e aprirsi alla luce dell’alto. O la verità di Dio o l’assurdo: questo è nella sua sostanza, il dilemma dell’uomo che vuol ragionare fino in fondo e perciò non si accontenta del «che» e del «come», ma vuol arrivare a sapere il «perché» delle cose e del suo vivere. Ecco il messaggio esistenziale della Epifania. (Epifania 1989).

giovedì 5 gennaio 2017

Quando Ratzinger predisse il futuro della Chiesa

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Non fingeva di predire il futuro. Era fin troppo saggio per farlo. Di fatto, temperò le sue considerazioni iniziali dicendo: “Dobbiamo quindi essere cauti nei nostri pronostici. Quello che ha detto Sant’Agostino è ancora vero: l’uomo è un abisso; nessuno può prevedere quello che uscirà da queste profondità.
E chiunque creda che la Chiesa sia non solo determinata dall’abisso che è l’uomo, ma raggiunga l’abisso più grande, infinito, che è Dio, sarà il primo a esitare con le sue predizioni, perché questo ingenuo desiderio di sapere con certezza potrebbe essere solo l’annuncio della sua inettitudine storica”.
Ma quest’era, traboccante di pericolo esistenziale, cinismo politico e caparbietà morale, anelava a una risposta. La Chiesa cattolica, faro morale nelle acque turbolente del suo tempo, aveva sperimentato di recente alcuni cambiamenti sia tra i propri aderenti e che tra i dissenzienti, che si chiedevano cosa sarebbe diventata la Chiesa in futuro.
E così, in una trasmissione della radio tedesca del 1969, padre Joseph Ratzinger offrì la sua risposta accuratamente pensata. Ecco le sue considerazioni conclusive:
Il futuro della Chiesa può risiedere e risiederà in coloro le cui radici sono profonde e che vivono nella pienezza pura della loro fede. Non risiederà in coloro che non fanno altro che adattarsi al momento presente o in quelli che si limitano a criticare gli altri e assumono di essere metri di giudizio infallibili, né in coloro che prendono la strada più semplice, che eludono la passione della fede, dichiarandola falsa e obsoleta, tirannica e legalistica, tutto ciò che esige qualcosa dagli uomini, li ferisce e li obbliga a sacrificarsi. Per dirla in modo più positivo: il futuro della Chiesa, ancora una volta come sempre, verrà rimodellato dai santi, ovvero dagli uomini le cui menti sono più profonde degli slogan del giorno, che vedono più di quello che vedono gli altri, perché la loro vita abbraccia una realtà più ampia. La generosità, che rende gli uomini liberi, si raggiunge solo attraverso la pazienza di piccoli atti quotidiani di negazione di sé. Con questa passione quotidiana, che rivela all’uomo in quanti modi è schiavizzato dal suo ego, da questa passione quotidiana e solo da questa, gli occhi umani vengono aperti lentamente. L’uomo vede solo nella misura di quello che ha vissuto e sofferto. Se oggi non siamo più molto capaci di diventare consapevoli di Dio, è perché troviamo molto semplice evadere, sfuggire alle profondità del nostro essere attraverso il senso narcotico di questo o quel piacere. In questo modo, le nostre profondità interiori ci rimangono precluse. Se è vero che un uomo può vedere solo col cuore, allora quanto siamo ciechi!
In che modo tutto questo influisce sul problema che stiamo esaminando? Significa che tutto il parlare di coloro che profetizzano una Chiesa senza Dio e senza fede sono solo chiacchiere vane. Non abbiamo bisogno di una Chiesa che celebra il culto dell’azione nelle preghiere politiche. È del tutto superfluo. E quindi si distruggerà. Ciò che rimarrà sarà la Chiesa di Gesù Cristo, la Chiesa che crede nel Dio che è diventato uomo e ci promette la vita dopo la morte. Il tipo di sacerdote che non è altro che un operatore sociale può essere sostituito dallo psicoterapeuta e da altri specialisti, ma il sacerdote che non è uno specialista, che non sta sugli spalti a guardare il gioco, a dare consigli ufficiali, ma si mette in nome di Dio a disposizione dell’uomo, che lo accompagna nei suoi dolori, nelle sue gioie, nelle sue speranze e nelle sue paure, un sacerdote di questo tipo sarà sicuramente necessario in futuro.


Facciamo un altro passo. Dalla crisi odierna emergerà una Chiesa che avrà perso molto. Diventerà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare molti degli edifici che aveva costruito nella prosperità. Poiché il numero dei suoi fedeli diminuirà, perderà anche gran parte dei privilegi sociali. In contrasto con un periodo precedente, verrà vista molto di più come una società volontaria, in cui si entra solo per libera decisione. In quanto piccola società, avanzerà richieste molto superiori su iniziativa dei suoi membri individuali. Scoprirà senza dubbio nuove forme di ministero e ordinerà al sacerdozio cristiani che svolgono qualche professione. In molte congregazioni più piccole o in gruppi sociali autosufficienti, l’assistenza pastorale verrà normalmente fornita in questo modo. Accanto a questo, il ministero sacerdotale a tempo pieno sarà indispensabile come in precedenza. Ma nonostante tutti questi cambiamenti che si possono presumere, la Chiesa troverà di nuovo e con tutta l’energia ciò che le è essenziale, ciò che è sempre stato il suo centro: la fede nel Dio Uno e Trino, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fattosi uomo, nell’assistenza dello Spirito, che durerà fino alla fine. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro dell’esperienza e sperimenterà di nuovo i sacramenti come servizio divino e non come un problema di struttura liturgica. Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la sinistra e ora con la destra. Essa farà questo con fatica. Il processo infatti della cristallizzazione e della chiarificazione la renderà povera, la farà diventare una Chiesa dei piccoli, il processo sarà lungo e faticoso, perché dovranno essere eliminate la ristrettezza di vedute settaria e la caparbietà pomposa. Si potrebbe predire che tutto questo richiederà tempo.
Il processo sarà lungo e faticoso, come lo è stata la strada dal falso progressismo alla vigilia della Rivoluzione Francese – quando un vescovo poteva essere ritenuto furbo se si prendeva gioco dei dogmi e insinuava addirittura che l’esistenza di Dio non fosse affatto certa – al rinnovamento del XIX secolo. Ma dopo la prova di queste divisioni uscirà da una Chiesa interiorizzata e semplificata una grande forza. Gli uomini che vivranno in un mondo totalmente programmato vivranno una solitudine indicibile. Se avranno perduto completamente il senso di Dio, sentiranno tutto l’orrore della loro povertà. Ed essi scopriranno allora la piccola comunità dei credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto.
A me sembra certo che si stanno preparando per la Chiesa tempi molto difficili. La sua vera crisi è appena incominciata. Si deve fare i conti con grandi sommovimenti. Ma io sono anche certissimo di ciò che rimarrà alla fine: non la Chiesa del culto politico, che è già morto, ma la Chiesa della fede. Certo essa non sarà più la forza sociale dominante nella misura in cui lo era fino a poco tempo fa. Ma la Chiesa conoscerà una nuova fioritura e apparirà come la casa dell’uomo, dove trovare vita e speranza oltre la morte”.
La Chiesa cattolica sopravvivrà nonostante uomini e donne, non necessariamente a causa loro, e comunque abbiamo ancora la nostra parte da fare. Dobbiamo pregare e coltivare la generosità, la negazione di sé, la fedeltà, la devozione sacramentale e una vita centrata in Cristo.
Nel 2009 Ignatius Press ha diffuso il discorso di padre Joseph Ratzinger in un libro intitolato Faith and the Future.

mercoledì 4 gennaio 2017

Il professore Ivan Neumyvakin è ex-capo del programma di risanamento degli astronauti russi ovvero della medicina spaziale sovietica. Nei corso della sua attività ha creato un sistema di risanamento unico al mondo. Andato in pensione ha aperto una sua clinica privata in Russia dove riesce a curare anche malattie incurabili come sclerosi multipla e Parkinson attraverso il digiuno, erbe speciali e acqua “nutritiva”.

“Nella mia pratica parto dal presupposto che una persona che pesa 50-60 kg deve bere non meno di 1,5 litri, se ha delle malattie articolari, deve bere 2 litri, e chi pesa più di 70 kg deve bere non meno di 2 litri,

Da dove viene questo valore? In media, una persona di 70 kg evacua con l’urina circa 1 litro del liquido, e con le feci, 100 ml. Dalla superficie della pelle e con l’aria che si respira, si perdono altri 900 ml. Tutto insieme compone 2 litri d’acqua che vanno recuperati.

Dopo tre-sei mesi i malati che erano a letto si alzano,  vanno al mercato, iniziano ad essere autosufficienti. Il segreto è semplice: hanno saziato le cellule dell’acqua di cui si avvertiva la mancanza. La medicina non nota che l’acqua è il miglior elettrolita, è l’energia; senza l’acqua non funzionano i mitocondri, le stazioni idroelettriche che forniscono alla cellula l’energia.”

Afferma il prof. Neumyvakin. Ma quello che è più importante è quale acqua bere! Infatti quasi tutti, sebbene magari non lo mettiamo in pratica, sappiamo che dobbiamo bere acqua durante la giornata. Ma quale acqua? E quando berla? Questi infatti sono gli aspetti più importanti che permettono a questo medico russo di avere un enorme successo con i suoi pazienti.

Come preparare l’acqua “nutritiva” per le cellule del Dr. Neumyvakin

“…L’acqua va bevuta così: mettete in bocca un pizzico del sale e poi bevete un bicchiere d’acqua con l’aggiunta di 5-15 gocce di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) al 3%. Dopo, bevete un’altro bicchiere, Presto sentirete che vi piacerà bere tale acqua. Questo serve per recuperare l’acqua che è stata impiegata dall’organismo durante il sonno per l’evacuazione degli scarti metabolici, e d’altra parte, serve per eliminare la bile concentrata che si è formata di notte nella cistifellea, la fonte principale dei calcoli.

Ricordatevi che questa acqua è un prodotto di nutrizione. Dopo 10-15 min dopo la sua assunzione, tempo che serve per strutturare l’acqua, inizierà a funzionare come l’elettrolito, antiossidante che diluisce tutte le formazioni acide.

Un organismo idratato produce l’urina quasi incolore e inodore, simile all’acqua. Un organismo disidratato produce l’urina amara, gialla, salata. La pratica evidenzia che è inutile cercare di curare tali malati senza prima ripristinare il loro equilibrio acido -basico.

…Il perossido di idrogeno è uno dei più potenti antiossidanti. Acidificando le sostanze rimaste poco acide, favorisce la basificazione degli ambienti acidi (amate dalle cellule cancerogene), ripristinando l’omeostasi e l’equilibrio acido-basico, favorendo così la guarigione.

La quantità del sale assunto giornalmente, non deve superare 2-3 gr. Teniamo conto del fatto che il nostro organismo si nutre della soluzione fisiologica 0,9%: questa quantità di sale non nuoce all’organismo.”

L’aggiunta del perossido di idrogeno al 3% produce un effetto molto marcato di ossigenazione nell’organismo. Le cellule cancerose vivono negli ambienti poveri di ossigeno. E anche questa assunzione potrà favorire l’eliminazione delle cellule patologiche, cancerogene, e parassiti compresi.

L’ideale sarebbe acquistare acqua ossigenata per uso interno che in Italia è praticamente introvabile mentre all’estero si trova facilmente: puoi cercare su google o ebay “Hydrogen Peroxide Food Grade” e ad esempio questa qui viene dall’Inghilterra (non acquistarla dall’America che ci mette molto tempo ad arrivare e le spese di spedizione sono alte). Molti usano anche la normale acqua ossigenata, ma quella per uso interno è ancora più pura.

Tè, caffè e bevande gassate e zuccherate sono acqua “sporca” che non nutre le cellule.  E il Dr. Neumyvakin non è l’unico ad affermarlo infatti ne avevo parlato anche nell’articolo “Ho curato più di 3000 ulcere e molto altro con l’acqua! dove il medico iraninano Fereydoon Batmanghelidj ha avuto risultati eccezionali semplicemente aumentano il consumo di acqua.

Quando bisogna bere l’acqua per avere degli effetti terapeutici?

Pochi sanno che si deve bere 1-2 bicchieri d’acqua “nutritiva” 10-15 min prima di mangiare. Quest’acqua si raccoglie nel duodeno, dove si accumulano gli alcali e quindi diventa naturalmente alcalina.

Non si dovrebbe bere durante i pasti perché si danneggia la digestione. E’ concesso invece il vino e altre bevande acide che migliorano la digestione.

E’ ottimo bere 2 bicchieri d’acqua la mattina appena alzati e un bicchiere la sera un po prima di andare a letto.

Se hai fame nel corso della giornata tra un pasto e l’altro bevi 1 bicchiere d’acqua. Ricorda che in totale durante la giornata vanno bevuti almeno 6 bicchieri pieni d’acqua (1.5 litri).

Ulteriori consigli sull’acqua

In passato quando non c’era l’acqua ossigenata si ossigenava l’acqua travasandola da una tazza all’altra diverse volte, sollevando molto la tazza con l’acqua. L’acqua che batte sul fondo della tazza si riempie d’ossigeno, simile a quello che accade in una cascata. Per avere un’acqua piena di ossigeno vivo si consiglia di travasarla per 30 volte. Fallo tenendo sotto una grande tazza, che raccoglierà le gocce che cadranno durante i travasi.

Anche il suono è un altro modo per ossigenare l’acqua. Le molecole dell’acqua trattate con il suono (tuono, campane) si frantumano in particelle più piccole: l’ossigeno atomico, ozono, idrogeno ecc. Questo fenomeno si chiama la dissociazione. Durante le epidemie, in Russia antica, facevano suonare ininterrottamente le campane, e la malattia arretrava, o le vittime erano relativamente poche. Si sa che per due terzi l’uomo è fatto d’acqua. Possiamo supporre che il suono delle campane agiva sull’acqua dell’organismo alzando la concentrazione del perossido di idrogeno, rafforzando così il sistema immunitario.

martedì 3 gennaio 2017

Microbioma, quei trilioni di compagni che ci fanno stare bene




Microbioma, quei trilioni di compagni che ci fanno stare bene

Da: Repubblica.it 
Influenzano salute e umore. E ora si è scoperto che sono anche la chiave del successo di una dieta. Sono i batteri che vivono dentro di noi, molto più numerosi delle nostre cellule. Una serie di studi dimostra perché benessere e buon umore dipendono anche da loro
  • 2' di lettura
Quando mangiamo, non siamo mai soli. Il nostro cibo finisce anche “nella bocca” dei trilioni di batteri che vivono dentro di noi, concentrati nel sistema digestivo. Ed è anche con loro che dobbiamo fare i conti, se vogliamo che i buoni propositi di seguire una dieta abbiano successo.

I trilioni di batteri che formano il microbioma - definito l’“organo in più” o l’“organo nascosto” per la sua complessità e importanza – hanno infatti i loro gusti e preferenze, che si sono formate con noi giorno dopo giorno. Dopo anni di alimentazione a base di pizze, torte e cioccolata, reagiranno con disgusto a una dieta improvvisa a base di frutta e insalata, spiega uno studio sui topi pubblicato su Cell Host & Microbe.

Prima che una dieta sana abbia effetti benefici, è necessario quindi che i batteri “viziati” lascino il posto a quelli “virtuosi”. Ma sulle varie famiglie dei nostri commensali (e sui loro gusti) i ricercatori hanno ancora conoscenze limitate. Il numero di microrganismi che vivono dentro di noi supera sicuramente quello delle nostre cellule (13 trilioni di media). I loro geni sono superiori in quantità ai nostri fra le 250 e le 800 volte. Non stupisce dunque che per ripopolare stomaco e intestino di specie batteriche benefiche occorrano parecchie settimane.

“Se dobbiamo prescrivere a un paziente una dieta per migliorare la sua salute – ha spiegato Jeffrey Gordon, il biologo della Washington University a St. Louis che ha coordinato la ricerca – dobbiamo imparare a conoscere quali microbi promuovono questi effetti benefici”.
Per scoprirlo i ricercatori hanno preso dei topolini sterili, cioè privi di batteri, e li hanno poi colonizzati con due tipi opposti di microbiomi di origine umana: uno preso da un individuo abituato alla tipica dieta americana senza restrizioni e uno sottoposto alla cosiddetta “restrizione calorica”.

La dieta americana prevedeva carne, carboidrati raffinati e zuccheri senza limiti (per una media di 3mila calorie al giorno). La restrizione calorica raggiungeva metà di queste calorie attraverso un’alimentazione quasi esclusivamente di origine vegetale. Oltre a una salute complessiva migliore, chi segue questo regime alimentare ha un intestino popolato da specie batteriche più numerose e diversificate. I batteri “americanizzati”, oltre a essere più poveri, faticano anche a rispondere a un ravvedimento alimentare, almeno in tempi brevi.

Un effetto sorprendente dell’esperimento è che basta vivere insieme a un individuo con un microbioma salutare per esserne “contagiati”. L’effetto è stato provato sui topi, ma era stato notato in passato anche sugli uomini, fra le coppie sposate. Oltre a vivere dentro di noi, si era osservato, i batteri ci circondano infatti come una nuvola. E non è difficile immaginare come, vivendo insieme, possano trasferirsi da un individuo all’altro rendendo il nostro “io” ancora di più un “noi”.

Il ruolo del microbioma è stato dimostrato per una grandissima varietà di effetti sulla salute. I batteri non solo aiutano a degradare i nutrienti che assumiamo con l’alimentazione. Ma smaltiscono tossine, sintetizzano proteine, ormoni, molecole legate alle infiammazioni, neurotrasmettitori, vitamine e altre componenti che non saremmo in grado di produrre da soli, e che dall’intestino entrano nella circolazione sanguigna per raggiungere ogni angolo del corpo. L’efficacia del nostro sistema immunitario, la propensione ad ammalarci di diabete o a diventare obesi sono legate alla composizione dei nostri commensali. Perfino malattie del cervello come Parkinson,  depressione o ansia sono riconducibili all’equilibrio del nostro apparato digerente.

La rivista Plos One ha appena pubblicato uno studio dell’università di Exeter che conferma come la salute della pancia sia legata anche all'umore. Il microbioma dell’intestino gioca infatti un ruolo essenziale nella produzione di serotonina, un neurotrasmettitore legato tra l’altro al benessere psicologico. "La nostra ricerca - ha commentato il coordinatore José Mesonero dell'università di Saragozza - serve tra l'altro ad aprirci la mente su quanto sia complesso l'universo di questo organo nascosto. E conferma quanto ci sia ancora da capire sul collegamento fra intestino e cervello".

giovedì 29 dicembre 2016



«Quando il cielo baciò la terra nacque Maria»: il canto mistico di Alda Merini alla Madonna 

***

Arricchire la spiritualità del Natale con i versi della poetessa dei Navigli dedicati alla Madre di Gesù

Come non pensare a Maria in questi giorni di Natale? Come non contemplarla nel presepe accanto al Bambino Gesù e a San Giuseppe? Come non restare rapiti dalla sua fedeltà, dalla sua umiltà e dal suo stupore?
«Questa è l’esperienza della Vergine Maria: davanti all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia. È lo stupore di vedere che Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazareth, che non vive nei palazzi del potere e della ricchezza, che non ha compiuto imprese straordinarie, ma che è aperta a Dio, sa fidarsi di Lui, anche se non comprende tutto(…)». (Papa Francesco)
Maria non comprende ogni cosa, non ha un piano chiaro davanti a sé, è stupita, sorpresa, spaventata, ma si lascia meravigliare dal Signore e pronuncia il “Sì” che cambia la storia del mondo.
La poetessa Alda Merini nella sua opera Magnificat. Un incontro con Maria (Frassinelli editore, 2002) celebra in prosa e in versi la Madre di Gesù e madre di ogni uomo. La maternità e la bellezza di Maria sono al centro di ogni testo e composizione, dall’Annuncio dell’angelo, fino ad arrivare alla morte in croce di Gesù e alla sua resurrezione. Abbiamo tratto dall’opera un gruppo di brani che riteniamo particolarmente intensi ed evocativi, gustarli in questi giorni darà ancora più sapore al vostro Natale.
Quando il cielo baciò la terra nacque Maria
che vuol dire la semplice,
la buona, la colma di grazia.
Maria è il respiro dell’anima,
è l’ultimo soffio dell’uomo.
Maria discende in noi,
è come l’acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza.
___


Germogliava in lei luce
come se in lei in piena notte
venisse improvvisamente il giorno.
Ed era così piena della voce di Lui
che Maria a tratti diventava grande
come una montagna,
e aveva davanti a sé
il Sinai e il Calvario,
ed era ancora più grande di loro,
di queste montagne ardenti
oltre le quali lei poneva
il grande messaggio d’amore
che si chiamava Vita.
E intanto si lavava
nelle fonti più pure
e le sue abluzioni
erano caste
perché Maria era fatta
di sola acqua.
___
Maria vuol dire transito,
ascolto, piedi lieve e veloce, 
ala che purifica il tempo.
Maria vuol dire una cosa che vola
e si perde nel cielo.

___

Ella era di media statura e di straordinaria
bellezza, le sue movenze erano quelle di una
danzatrice al cospetto del sole.
La sua verginità era così materna che tutti i
figli del mondo avrebbero voluto confluire nelle
sue braccia.
Era aulente come una preghiera, provvida come
una matrona, era silenzio, preghiera e voce.
Ed era così casta e ombra, ed era così ombra
e luce, che su di lei si alternavano tutti gli
equinozi di primavera.

___

Se alzava le mani le sue dita diventavano uccelli,
se muoveva i suoi piedi pieni di grazia la
terra diventava sorgiva.
Se cantava tutte le creature del mondo facevano
silenzio per udire la sua voce.
Ma sapeva essere anche solennemente muta.
I suoi occhi nati per la carità, esenti da qualsiasi
stanchezza, non si chiudevano mai, né
giorno né notte, perché non voleva perdere di
vista il suo Dio.

___

Salvate la madre di Gesù,
ella è dimora degli angeli,
ella è dimora della Parola.
La parola fiat
ha tagliato il suo grembo in due:
metà tenebra e metà dolore.

Salvate la valle del Signore.
Per camminare Dio bambino
ha bisogno di un prato,
per camminare Dio
ha bisogno del mondo.

Salvate la madre di Dio,
ella è tenera,
ella è solo una fanciulla,
ma tiene i coltelli della sapienza
nel grembo
per aprire un varco al demonio.

Lei lo affronterà,
la madre di Dio,
la migliore,
lo prenderà per sempre
lo caccerà all’inferno.
Lei,
l’eroina di tutti i tempi,
la dolce madre di Dio,
la tenera fanciulla d’amore,
lei aprirà un varco alla poesia,
lei aprirà un varco al sole.

Salvate la tenera madre di Dio,
i suoi seni acerbi,
le sue braccia bianchissime,
le sue mani che culleranno
il Dio vero.

Salvate i suoi fianchi di giada,
i suoi occhi che paiono stelle,
la sua pelle che è bianca
come il respiro.

Fu trapiantato in lei
l’albero e la luce,
il pesce dell’immanenza,
il Dio secolare,
ambrosia di tutte le genti.
Benedite la tenera ancella di Dio
e la sua signoria.
Ella diventerà la regina,
la regina dei cieli,
ella diventerà il manto secolare
che coprirà di gioia gli umani.

Salutate in lei
la porta del sorriso beato
e l’onniscienza futura:
ella ha previsto tutto
perché pur non avendo radici
Maria è la sola radice del mondo.

___

Ti è stato insegnato il peccato come legge
del demonio e tu non ti sei infuriata.

Hai solo guardato l’uomo come una terra
inondata di errori e hai tolto da lui le erbacce
del desiderio, la fame, la sete, il sonno, la grande
paura del dolore.
Chi ti guarda, chi ti conosce depone le armi
della difesa contro il dolore e capisce che solo
tu lo puoi annientare col senso della misericordia
di Dio.
Tu sei la legge divina ma sei anche un canestro
di pace e di fermento, tu sei la terra che
sorge, la terra che ti adora e ti ringrazia, tu
conosci i movimenti del cielo, la parola ignuda, e
i tuoi grandi occhi celesti sono degli antidoti
contro la morte.
Poter morire in te è la consolazione dell’uomo.
Fidarti la nostra anima vuol dire ingiuriare
quell’ala che è demonio e che pasce i nostri
visceri.
___


Tu sei bella, pellegrina di fede, nessuno è
mai riuscito a rappresentarti perché sei un
sospiro, e anche se Dio ha voluto vestirti di panni
di materia, lo Spirito ha guidato talmente in
alto il tuo cuore da rapirti perennemente in
estasi.

___

Il tuo grande uomo era Gesù, la tua spiritualità
si è incarnata in lui. Gesù è ridisceso nelle
tue viscere un’infinità di volte e tu l’hai
rivestito del tuo pianto secolare, del tuo pianto che
attraversa i secoli.
I secoli e la storia non moriranno mai finché
tu li attraverserai come una spada.

___

Sei la povertà e la ricchezza, il sogno e la
contraddizione, la volontà di Dio e la volontà
dell’uomo, che tu educhi alla contemplazione.
Il dolore è la tua casa, è la casa del mondo,
eppure tu sei la regina degli angeli, la regina
nostra, la regina di tutti i tempi.

___

Maria,
ci sono dei venti
che ardono e gemono in noi,
e dividono le nostre intime parti
in tanti flagelli
e ci rompono le ossa
e sono le tentazioni,
i progetti sbagliati,
le orme indisciplinate,
i feretri dei morti
che secondo noi non hanno reserrezione.

Quanto è immodesto l’uomo
che pensa che l’inverno congeli tutto
e non spera nella primavera.
L’uomo beve il proprio odio
come un buon vino,
e più odia e più si sente ebbro,
e più si sente ebbro
e più abbandona
le rive della tua giovinezza.

___

Gesù è una fiamma d’amore,
lui purificherà il mondo,
brucerà le scorie del dolore,
ma per fare questo, figlio,
abbiamo patito sopra un legno ignudo
senza vesti
trafitti da misere spade.
Il tuo è un dolore di carne,
il mio è un dolore dell’anima.
La mia anima urla, Gesù,
le mie carni soffrono.
Ridatemi le spoglie del mio bambino.
Non l’avessi mai visto correre per i prati,
non l’avessi mai sentito gridare dalla gioia,
non avessi mai incontrato il suo volto
così beato,
da rendermi beata tra le genti.

___

Le mie ginocchia
avide di molto cammino
sono state generate
dalla tua grazia.
Ho dovuto riposare
ai piedi della montagna
senza mai sormontarla
ma Ti ringrazio
per avermi destinata a servire.
Non ad essere
una regina potente
ma un’umile serva.
Tu mi hai concesso
la contemplazione.
Ho contemplato la Tua Sapienza,
ho contemplato la Tua Creazione.
Ho visto da vicino
come Tu mi hai creata
e come Tu mi hai benedetta.
Ho saputo tutto di Te,
come ogni donna terrena
sa tutto dell’uomo che ama.
Ella lo conosce dalla sua infanzia,
lo brama nei suoi destini,
lo imprigiona nei suoi deliri.
Così è la donna che ama.
Ma Tu,
che non avevi principio,
mi hai sprofondata
nella carne angelica
dove non si nasce
e non si muore
se non con la sua resurrezione
e il suo grido.
Io, Maria,
sono il tuo grido, o Signore.
Col tuo grido mariano
Tu hai sconvolto le genti,
con i veli della mia castità
hai messo pudore
dove c’era vizio e odio.
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mercoledì 28 dicembre 2016

Il lievito di birra un rimedio miracoloso





Nell’inverno del 1898, l’ingegnere tedesco Wolfgang Schulze è rimasto a lavorare nei laboratori della fabbrica di birra in cui lavorava anche dopo che si è fatto buio. Quando ha terminato il suo lavoro, ha spento la luce dell’ufficio e si è diretto verso l’uscita, ha notato un fenomeno stupefacente: i bidoni contenenti il lievito di birra irradiavano una luce fluorescente. Da quel momento, l’ingegnere tedesco ha iniziato a studiare assiduamente il lievito di birra, considerato fino ad allora soltanto un residuo. Le sorprese non hanno tardato a comparire.

Poco tempo dopo l’inizio degli esperimenti, Schulze ha scoperto che quella sostanza pastosa possedeva molteplici benefici per la salute, infatti, se applicato sulla pelle, il lievito di birra cura rapidamente le ferite, mentre se somministrato internamente è in grado di abbreviare la durata di una convalescenza. Perfino gli animali indeboliti riuscivano a recuperare le forze, come per magia, se trattati con questa sostanza. L’ingegnere, incoraggiato da questi risultati, ha trattato con il lievito di birra anche sua moglie, malata di cancro e il cancro non è cresciuto. Sfortunatamente, a quel tempo le osservazioni e ricerche di Schulze sono passate inosservate nella comunità dei medici, fino ad essere dimenticate. Soltanto verso la metà del XX secolo, le ricerche dell’ingegnere tedesco sono state prese sul serio dai medici e dai biochimici, il che ha rivoluzionato la scienza in generale e, nello specifico, la medicina.

Che cos’è il lievito di birra?
Il lievito di birra (Saccharomyces cerevisiae) è costituito da colonie di funghi unicellulari, caratterizzati da dimensioni microscopiche, ma che si comportano come una vera e propria fabbrica di medicine, producono, infatti, quasi l’intera gamma di aminoacidi essenziali, tutte le vitamine del complesso B, enzimi, minerali in forma assimilabile (calcio, magnesio, fosforo) e certi oligoelementi indispensabili (in particolare il selenio). Un centinaio di studi realizzati negli ultimi decenni mostrano che le sostanze secretate dal lievito di birra giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute e nella cura da alcune malattie, anche tra quelle più gravi.

Forse la più importante qualità di questo supplemento nutritivo è quella di coprire le carenze di vitamine del complesso B, che colpiscono la maggior parte delle persone, soprattutto verso la fine dell’inverno. Queste nove vitamine del complesso B sono indispensabili per il funzionamento di ogni organo. La vitamina B1 è necessaria per il sistema nervoso e cardiovascolare ed è d’aiuto per la prevenzione delle malattie cardiache, della depressione e dell’astenia. La vitamina B2 è fondamentale per la pelle, dato che è indicata per tutte le affezioni dermatologiche. La vitamina B3 è implicata nei processi riguardanti l’equilibrio del sistema nervoso, mentre la vitamina B5 è uno stimolante naturale per le ghiandole cortico-surrenali, che è in grado di aumentare la resistenza alle infezioni e allo stress. Le vitamine B7 e B8 sono implicate nel metabolismo del colesterolo e delle proteine, sono importanti anche per il mantenimento della salute e della resistenza dei capelli. La vitamina B9 è utile contro l’anemia e per il mantenimento dell’equilibrio ormonale, mentre la vitamina B12, che agisce sul sistema nervoso, accresce la capacità di concentrazione e favorisce l’eliminazione di alcuni sintomi specifici dello stress psicologico. La vitamina B15 (l’ultima del complesso delle vitamine B ad essere stata scoperta) favorisce gli scambi di ossigeno a livello dei tessuti ed è un rimedio magnifico contro l’invecchiamento, l’infertilità e le malattie epatiche.

Il lievito di birra è considerato un alimento miracoloso, molto più efficiente del grano o dei germi di grano e soprattutto, contiene, come nessuna altra sostanza o alimento, in una combinazione così perfetta e in una forma così facilmente assimilabile, una vastissima gamma di sostanze nutritive importanti. Contiene il 50% di proteine facilmente digeribili, tutti gli aminoacidi indispensabili (istidina, lisina, triptofano, leucina, fenilanina, cistina). Contiene un’elevata quantità di glutatione e peptidi solforose ed ha un’azione preponderante, in particolare nelle reazioni all’ossidoriduzione, nei processi di disintossicazione e nella resistenza alle infezioni. Il lievito di birra contiene, inoltre, lecitina (o fosfatidilcolina), 14 Sali minerali essenziali, come gli oligoelementi tra cui: P, Mg, K, Zn, Cr, Ag, Au, Ca, Co, Cu, Fe, I, Me, Sn. Nel lievito di birra si trovano dei fattori catalitici, 17 vitamine, tra cui anche il gruppo completo (e in percentuale crescente) delle vitamine B, di cui abbiamo già parlato. Contiene grandi quantità di ergosterolo (che sotto l’influenza dei raggi solari ultravioletti, si trasforma in vitamina D), la sua azione antirachitica è quattro volte più forte di quella dell’olio di fegato di merluzzo. Il lievito di birra costituisce un alimento che è in grado di compensare le carenze ed è un eccellente catalizzatore delle sostanze idrocarbonate. È indicato in particolare per le persone che devono fare sforzi fisici, poiché accresce la resistenza alla stanchezza e favorisce l’attività muscolare, inoltre, facilita l’eliminazione delle tossine dall’organismo. Per il suo contenuto elevato di proteine e per la natura degli aminoacidi che lo compongono, come anche attraverso l’apporto di glutatione, il lievito di birra protegge il fegato. D’altra parte, le indicazioni terapeutiche del lievito di birra si trovano nelle sue estese indicazioni dietetiche e si basano in particolare sulla sua ricchezza di vitamine del complesso B. Per questo motivo, esso è indicato per le avitaminosi complesse oppure semplici del gruppo B, così come per altre affezioni neurologiche e neuromuscolari.
Inoltre, grazie alle sue attività epatoprotettrici, il lievito di birra è indicato in particolare negli stati precirrotici, negli stati epatici e nelle degenerescenze del fegato. È utile per curare gli stati di sottonutrizione estrema e di debolezza costituzionale, come nel caso dei malati alimentati con sonda gastrica. Se usato in forma liquida, il lievito di birra prolifera nell’intestino ed esercita un’azione inibitrice su un certo numero di germi patogeni: stafilococchi, streptococchi e colibacilli. È indicato, di conseguenza, per curare le affezioni intestinali gravi o croniche di origine infettiva, come anche per prevenire gli effetti secondari risultati a seguito dell’amministrazione di antibiotici, poiché essendo insensibile ad essi, il lievito di birra rimedia rapidamente allo squilibrio della flora intestinale.

Lievito secco
Lo troviamo confezionato in bustine ed è preferito al lievito fresco, più difficile da conservare e che ha una scadenza più limitata. Prima di somministrare il lievito secco, assicuratevi che non possieda additivi sintetici, altrimenti non è raccomandato. Il lievito secco è meno attivo da un punto di vista terapeutico, ma in mancanza di quello fresco, può anch’esso essere utilizzato con successo.

Indicazioni:
Il lievito di birra può essere utilizzato con successo per curare le seguenti affezioni: acne, malattie della pelle, malattie infiammatorie delle vie respiratorie superiori, malattie neurologiche, reumatismi, affezioni vaginali, anemia, ustioni, astenia, autointossicazioni, costipazione, demineralizzazione, diabete, enterite muco-membranosa, foruncolosi, gastroenterite infantile acuta, influenza, intossicazioni alimentari, irritabilità, leucorrea, nefrite, polmonite, disturbi della crescita. Può anche essere usato per favorire la crescita dei capelli.

Somministrazione:
Interna: il lievito di birra può essere consumato ad ogni pasto, mescolato con delle verdure, con della frutta e/o del miele in una dose di mezzo cucchiaino per i bambini e di un cucchiaino per gli adulti o gli anziani.
Esterna: si dissolve un cucchiaino di lievito in un litro d’acqua e si fanno dei lavaggi. Utile in caso di gastroenterite infantile, enterite muco-membranosa, disturbi alle mucose vaginali.
Possono essere somministrati due cucchiaini di lievito secco in polvere insieme a del succo di carote (ottenuto in casa grazie ad una centrifuga elettrica), il tutto va ben mescolato e conservato in frigorifero. Il preparato ottenuto va bevuto, frazionato in tre riprese, nell’arco di una giornata.

Il lievito di birra per il trattamento delle malattie
Anemia e disturbi relativi all’assimilazione dei minerali (soprattutto calcio e magnesio) – bisogna fare una cura di 21 giorni con il lievito di birra. Si tratta di un rimedio non solo ricco di minerali e vitamine, ma che aiuta a migliorarne il metabolismo. In più, è stato dimostrato che la somministrazione del lievito di birra stimola la produzione da parte dell’organismo degli elementi figurativi del sangue, il che apre nuove prospettive per il trattamento dell’anemia e per i disturbi concerni la coagulazione del sangue, come di altre malattie del sangue.

Epatite A, B, e C – Il medico tedesco A. Schrauzer ha studiato per 18 anni il modo in cui l’organismo umano si difende dalle infezioni con virus epatici. Ha notato, nei suoi esperimenti realizzati su animali da laboratorio, che la resistenza a questi agenti patogeni cresce molto con la somministrazione di lievito di birra. Questo accrescimento dell’immunità è dovuto ad alcuni composti a base di selenio, che stimolano l’attività di alcune cellule del sistema immunitario.

Raffreddori e malattie infettive in generale, immunodeficienze – si somministrano per una durata di 2-3 settimane tre cucchiaini di lievito fresco al giorno. Il selenio, così come anche altre vitamine contenute da questo prodotto naturale, accrescono la resistenza dell’organismo a ogni tipo di infezione.

Sovrappeso, obesità – Studi americani dimostrano che i trattamenti di 20 giorni con il lievito di birra, ripetuti più volte di fila, aiutano nel perdere peso. Questa proprietà notevole è dovuta al cromo presente in abbondanza nel lievito di birra. Questo oligoelemento è, allo stesso tempo, molto importante anche nel caso del diabete e, di conseguenza il lievito di birra può essere utilizzato con successo anche nel caso di obesità legata a queste malattie.

Malattie cardiovascolari croniche – Il consumo di lievito di birra regola il livello di colesterolo nel sangue, porta la pressione a valori normali e favorisce l’attività del miocardio. Studi comparativi hanno dimostrato che le persone affette da malattie cardiache che consumano sistematicamente questo supplemento alimentare hanno il 30% di problemi in meno rispetto a persone con gli stessi problemi che, però, non ne fanno uso.

Paralisi, morbo di Parkinson, Alzheimer – Ogni mese bisogna sottoporsi a una cura di due settimane, in cui si consumano giornalmente 3-4 cucchiaini di lievito di birra. Si tratta di un trattamento con una forte azione di ringiovanimento, con effetti tonici su tutto il sistema nervoso. Lo stesso trattamento è valido anche per la depressione, come anche per le malattie psicologiche generate dallo stress.

Psoriasi, Sclerodermia, affezioni dermatologiche in generale – si somministrano cure di un mese con lievito di birra (4 cucchiaini al giorno), con una settimana di pausa. Il complesso di vitamina B, come anche gli antiossidanti del lievito sono davvero d’aiuto per migliorare il metabolismo cellulare a livello della pelle.

Acne – bisogna seguire il trattamento interno già descritto, a cui si aggiungono delle maschere ottenute con: 2 cucchiaini di lievito di birra, 2 cucchiai di olio di oliva e 2 cucchiai di miele liquido. Bisogna rendere il composto omogeneo poi può essere applicato sulla pelle, dove va lasciato per 30 minuti, dopo di che bisogna lavarsi con acqua tiepida.

Precauzioni da seguire nel trattamento con il lievito
A meno che non siate allergici a questo prodotto, non sono note controindicazioni al trattamento con il lievito di birra. Talvolta, il trattamento interno con il lievito di birra può causare un leggero gonfiore, in questo caso è necessaria la somministrazione di mezzo cucchiaino per tre volte al giorno di un carminativo leggero, come, per esempio, il cumino oppure l’anice in polvere.

Il lievito di birra e il cancro
Studi compiuti in occidente, soprattutto in Germania, hanno mostrato indubbiamente che, come altri rimedi naturali, il lievito di birra è molto utile nel trattamento di tumori maligni. Inoltre, se il cardo mariano è un eccellente antidoto per gli effetti negativi dei citostatici, il lievito di birra è un aiuto straordinario per quei malati di cancro che hanno fatto uso di irradiazioni (cobalto).
L’irradiazione ha meno effetti collaterali quando è associata al consumo giornaliero di lievito di birra (minimo 6 cucchiaini al giorno). Questa è la conclusione di un team di medici di Monaco, che per 15 anni hanno studiato l’evoluzione dei malati di cancro a cui è stato somministrato questo prodotto. Nei pazienti trattati con irradiazioni che hanno assunto durante il trattamento il lievito di birra, si è osservato uno stato di salute di molto migliore rispetto a quello di coloro che sono stati trattati solo con le irradiazioni. Il lievito di birra stimola l’appetito, aiuta il sonno e la peristalsi intestinale. Inoltre, protegge le mucose –aspetto importante, soprattutto per il cancro alla gola e per quello all’esofago.
Gli effetti negativi delle radiazioni vengono rimossi anche per quanto riguarda le manifestazioni esterne: la formazione di ragadi con infezioni, la deformazione e infiammazione delle unghie, l’ipercheratosi, l’atrofia cutanea. Il Professor Ries, di Bayerische Krebsgesellschaft (l’Associazione Oncologica Bavarese), ha stabilito, a seguito degli studi realizzati nel Dipartimento di Oncologia di Monaco, che “I danni dovuti alle irradiazioni sono diminuiti considerevolmente, le infiammazioni sono scomparse, così come le atrofie della pelle, sostituite da un epitelio normale. Fino ad oggi, nessun metodo classico di trattamento ha dato risultati benefici come quelli ottenuti tramite la somministrazione di lievito di birra”, L’Associazione Oncologica Bavarese raccomanda ai malati di cancro l’utilizzazione del lievito di birra per combattere questa malattia.
Gli effetti diretti del trattamento del cancro con il lievito di birra sono in corso di verifica, dato che esistono indici seri che nella maggior parte delle forme di cancro il consumo di lievito di birra ha determinato il blocco della crescita del tumore maligno e, in seguito, la sua remissione. Il Prof. Dr. Gottshalk ha osservato negli animali da laboratorio trattati con il lievito di birra, che in meno di 3 mesi dall’inizio del trattamento con il lievito di birra, il cancro alla prostata, il cancro alla pelle o quello a livello del fegato sono stati bloccati nella loro evoluzione attraverso l’ingerimento giornaliero di questo prodotto naturale miracoloso.
Quindi, la scoperta dell’ingegnere Schulze, che risale alla fine del XIX secolo, completata negli ultimi decenni con esperimenti sempre più specifici sulle particolarità terapeutiche di quelle sostanze marroni inizialmente scoperte nei laboratori di una fabbrica di birra, rendono il lievito di birra una medicina miracolosa che in molte situazioni può esserci davvero d’aiuto