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sabato 25 febbraio 2012

vita


La vita
***
Se non puoi avere la vita che desideri, cerca almeno questo per quanto sta in te: non sciuparla nel troppo commercio con la gente, con troppe parole e in un viavai frenetico. Non sciuparla portandola in giro in balìa del quotidiano gioco balordo degli incontri e degli inviti, fino a farne una stucchevole estranea
(C. Kavafis).


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vita, perle

domenica, 09 novembre 2008

Il miracolo della vita
 ***
"Un uomo qualsiasi, con tutto il bagaglio di conoscenze oggi a nostra disposizione, potrebbe affermare solo che l'origine della vita sembra allo stato presente appartenere all'ordine del miracolo, tante sono le condizioni che dovrebbero trovarsi riunite per poterla realizzare."
Francis Crick premio Nobel per la biologia per la scoperta del DNA,  


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vita, miracolo

domenica, 21 settembre 2008

La vita è amore, e l’amore è sacrificio.
***
La vita è amore, e l’amore è sacrificio. A qualsiasi livello si osserva che, quando una casa conduce una vita prospera, c’è qualcuno che si sacrifica; a volte questo qualcuno è un domestico, un servitore. Quando le persone che si sacrificano sono due, la vita del nucleo diventa brillante, esemplare. Un matrimonio, in cui i due coniugi hanno spirito di sacrificio, è caratterizzato dalla pace e dall’allegria, che ci siano figli o no, ricchezza o no. Se coloro che si sacrificano sono più di due, la casa brilla di mille luci che abbagliano chiunque ai avvicini. Il motivo della crescita spirituale e materiale degli ordini religiosi è che tutti i membri si sacrificano per il bene comune (da A. Gaudí, Idee per l’architettura. Scritti e pensieri raccolti dagli allievi, a cura di I.Puig-Boada, Jaca Book, Milano, 1995, pag.277).




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vita, gaudi

sabato, 20 settembre 2008

***
"La vita ha valore solo se si vive per qualcosa o qualcuno."
(Cesare Pavese)

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vita, pavese

mercoledì, 27 agosto 2008

Il centuplo quaggiù

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Dio ci ha dato la vita... tocca a noi darci alla bella vita!
 Oscar Wilde

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vita, wilde

mercoledì, 11 giugno 2008

Avere occhi nuovi
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" La vita è " un viaggio di scoperta che non consiste nel cercare nuove terre ma nell'avere occhi nuovi" M.Proust

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vita, perle

domenica, 27 aprile 2008

Vivere è stupirsi
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Vivere non è entrare a nostro piacimento in un luogo previamente scelto, come si sceglie il teatro dopo cena; è invece trovarsi, improvvisamente e senza sapere come, gettati, immersi, proiettati in un mondo (...) questo mondo attuale. La nostra vita incomincia con la perpetua sorpresa di esistere senza nostro previo consenso, naufraghi in un universo non prescelto”.
Ortega y Gasset

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vita, stupore

venerdì, 07 marzo 2008

L’amore porta la vita
***
        Juno

 

  

Ehi, Natalia Aspesi, stavolta hai toppato forte: Juno siamo noi

La storia inequivoca di una ragazzina moderna che decide di non abortire letta con occhi foderati di prosciutto
Alla fine del film Juno suggerisce: “Bisognerebbe innamorarsi prima di riprodursi, ed è una frase fantastica. Bisognerebbe anche pensare prima di scrivere, cara Aspesi. Il suo tentativo di salvare dalla crociata contro l’aborto il film hollywoodiano che sta per invadere i nostri schermi dopo un clamoroso successo internazionale è destinato a un grottesco fallimento, e mi dispiace perché solo uno strano panico può indurre a un’impresa ideologica e giornalistica tanto disperata. La gente che ha letto il suo articolo infatti vedrà il film, ai primi di aprile. Vedrà una ragazzina con la sua lingua di strada e i suoi deliziosi capricci pieni di buonumore e di amore. La vedrà che resta incinta. Che decide di abortire. Che va verso l’ingresso di una clinica femminista per aborti. Vedrà che incontra una ragazzina bruttacchiona e sensibile, come bruttacchioni e sensibili siamo tutti noi pro life e pro family day, tutti noi che godiamo del suo accanito disprezzo antropologico, la quale le comunicherà bruscamente che il suo fagiolino ha già le unghie. Vedrà che nella clinica a Juno viene offerto un preservativo al lampone e un numeretto per mettersi in fila davanti alla stanza in cui avverrà il raschiamento, a proposito del nesso tra contraccezione e aborto. La vedrà fuggire dalla clinica denunciando un “odore da anticamera del dentista”. La vedrà decidere di non abortire, idest partorire il gamberetto ed essere libera dalle convenzioni che indicano la strada opposta. La vedrà cercare su un giornale coppie che intendono adottare bambini, spiritualmente aiutata da suo padre e dalla sua matrigna, mentre il suo maschietto inebetito da sport e vita se ne lava un po’ le manine. Il pubblico riderà e piangerà durante la sua gravidanza, i suoi giochi, la sua gestazione moderna del pisellino. Moderna nel senso di non veterofemminista, moderna nel senso che tutto è possibile, anche il rifiuto della maternità quando si sia incinte in un’età precoce, ma non è giusto sopprimere una vita umana. Almeno, non in un mondo che si dice civile e che giudica incivile il medioevo. Meglio la modernità sublime della ruota del convento medievale, meglio darlo in adozione dopo averlo fatto, il pesciolino. E alla fine del film c’è una donna con bambino, la madre adottiva, che se ne sta lì nel suo presepe contemporaneo; e Juno e il suo maschietto che suonano la chitarra e, quando sarà il momento, ne faranno un altro, di pesciolino. Contenti del fatto che il suo fratellino maggiore non è stato raschiato via e gettato in una discarica. Il tutto sembrerà al pubblico più ragionevole, più naturale, più salutare, più bello: per le donne e per i bambini. Un film è un film, non è un messaggio culturale. Ma se c’è, il messaggio, meglio saperlo leggere. E se è lieve, indiretto ma chiaro, non saperlo leggere, cara Aspesi, vuol dire avere gli occhi foderati di prosciutto. Vi era già successo, a voi di Repubblica, con il film rumeno premiato a Cannes. Era un film che denunciava gli orrori dell’aborto clandestino sotto Ceausescu, ma denunciava anche l’aborto, facendo vedere un bambino nella pancia della madre, quel bambino poi abortito, per lunghi eterni istanti. Ne eravate scossi, e avete fatto finta di niente. Anche per un miliardo di aborti in trent’anni avete fatto finta di niente. E ora provate sacro orrore per noi che vi diciamo: tutto si può fare, nel tempo in cui si è liberi di scegliere, tranne uccidere i bambini nel seno delle loro madri. Un punto del nostro programma dice: date in adozione i bambini, siate libere di non abortire. Juno c’est nous.

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vita, aborto

martedì, 04 marzo 2008

Il meraviglioso mistero     della vita umana
***L'immagine “http://www.tdinter.net/cwss/images/tshirts/ru486f.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.
  
il miglior filmato che ho visto sul miracolo della vita umana


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vita, aborto

mercoledì, 13 febbraio 2008

La vita
***

Oggi la gente sembra guardare alla vita come a una speculazione. Non è una speculazione, è un sacramento.
Il suo ideale è l'amore, la sua purificazione è il sacrificio
Oscar Wilde

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vita, wilde

venerdì, 18 gennaio 2008

La bellezza di vivere
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«Amo troppo la vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere il regalo dei regali. Anche se si tratta di un regalo difficile. A volte doloroso»
Oriana Fallaci



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vita, fallaci

venerdì, 14 dicembre 2007

La vita è un dono
***

Nel suo libro su Charles Péguy lei ha riabilitato la categoria
di avvenimento come una forma di conoscenza della realtà.
E nei suoi scritti è tornato varie volte sul concetto di gratitudine,
e sul suo contrario, l’ingratitudine, come un altro binomio
molto importante per capire la dinamica dei tempi
moderni, e la loro ideologia. La gratitudine e l’ingratitudine
come stati dell’anima che rendono possibile o che rendono
impossibile un rapporto vero con la realtà. In cosa possiamo
cercare la speranza?

Ciò che anima l’uomo moderno è un desiderio - che ha una sua
grandezza - di controllo totale della realtà. Esso si esprime attraversoil “principio di ragione”, la speranza di una coincidenza
tra reale e razionale. Non bisogna criticare troppo in fretta
questo movimento, se fossimo radicalmente antimoderni sarebbe
anche questa – se volete – una forma di ingratitudine.
Questo desiderio, che si esprime ad esempio nella formula
“scientia propter potentiam”, la scienza per il potere, aveva come
finalità un miglioramento delle condizioni degli uomini. È
la figura di Prometeo, il non rassegnarsi più. Il comfort di cui
godiamo oggi, anche se non è universale, l’allungamento della
vita, di tutto ciò noi siamo appunto debitori al movimento moderno.
Dunque, alla base della modernità c’è una sorta di risentimento contro il mondo così come è donato, un risentimento nei confronti del dato. E noi dobbiamo riconoscere unacerta gratitudine anche nei confronti di questo risentimento.
Però oggi la nostra situazione è che noi rischiamo di vivere in
mezzo ai nostri prodotti. Si dice per esempio di un contadino,
di un allevatore, che è un “produttore” di suini, un “produttore”
di mucche: è evidentemente la ricaduta nel linguaggio di un
potere demiurgico, che è moltiplicato dalle nuove tecnologie.
Allo stesso modo stiamo diventando sempre più capaci di “fabbricare”,di “produrre” i bambini. Hannah Arendt ha fatto della
nascita il paradigma ontologico dell’evento. Ella ricorda, in
questo straniamento della condizione dell’uomo moderno, la
formula biblica “un bambino per noi è nato”, dandone una sorta
di traduzione secolare, laica: il bambino è un miracolo. Oggi
però avvertiamo che l’utopia ipermoderna sta avendo di gran
lunga la meglio sui miracoli. L’uomo è destinato a vivere in
mezzo ai propri prodotti, oppure non dobbiamo giustamente
prendere il partito del dato? Credo che dobbiamo sentirci invitati a questo tipo di conversione, che l’ambientalismo in qualche modo cerca di dire, e di cui la poesia ha sempre parlato. La poesia è sempre rendimento di grazie, un essere riconoscenti.
La poesia ha sempre mantenuto un sottile filo, una voce impalpabile in mezzo a tanti nostri exploit tecnologici. Questa voce dovremmo essere capaci di intenderla prima che sia troppo tardi.
Alain Finkielkraut Milano, 20 gennaio 2003




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vita, finkielkraut

giovedì, 13 dicembre 2007

La vita è un dono

***
: Vivere non è entrare a nostro piacimento in un luogo previamente scelto, come si sceglie il teatro dopo cena; è invece trovarsi, improvvisamente e senza sapere come, gettati, immersi, proiettati in un mondo (...) questo mondo attuale. La nostra vita incomincia con la perpetua sorpresa di esistere senza nostro previo consenso, naufraghi in un universo non prescelto”.

Ortega y Gasset,

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vita

sabato, 08 dicembre 2007

Vivere
 ***

 “Vivere non è entrare a nostro piacimento in  un luogo previamente scelto, come si sceglie il teatro dopo cena; è invece trovarsi, improvvisamente e senza sapere come, gettati, immersi, proiettati in un mondo (...) questo mondo attuale. La nostra vita incomincia con la perpetua sorpresa di esistere senza nostro previo consenso, naufraghi in un universo non prescelto”.
Ortega y Gasset,

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vita

martedì, 04 dicembre 2007

Il segreto dell'esistenza umana
***
« Il segreto dell'esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive. »
 Feodor Dostoevskij)


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vita, dostoevskij

domenica, 04 novembre 2007

La perdita del gusto di vivere
 ***
Il pericolo maggiore che possa temere l’umanità non è una catastrofe che venga dal di fuori, non è né la fame né la peste, è invece quella malattia spirituale. la più terribile, perché il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere
Teilhard de Chardin


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vita, senso religioso


Vivere
 ***
“Per vivere con onore bisogna struggersi, battersi,
sbagliare e ricominciare da capo e buttare via tutto,
e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente.

La calma è la vigliaccheria dell’anima
.
(L. N. Tolstoj)

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vita, tolstoj

sabato, 27 ottobre 2007

La vita
 ***
8 agosto
«La vita non è ricerca di esperienze ma di se stessi. Scoperto il proprio proprio  stato fondamentale ci si accorge che esso combacia col proprio destino e si trova la pace»
C. Pavese Il mestiere di vivere

 

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vita, persona, pavese

sabato, 20 ottobre 2007

La giovinezza
***
- La giovinezza non è un periodo della vita, e uno stato d’animo, che consiste una certa forma della volontà. In una disposizione dell’immaginazione, in una forza emotiva nel prevalere dell’audacia sulla timidezza, della sete dell’avventura, sull’amore per le comodità. Non si invecchia per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni, ma solo quando si abbandonano i propri ideali. Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo, le rinunce all’entusiasmo li traccia sull’anima. Essere giovane significa conservare a sessanta, a settant’anni, l’amore del meraviglioso, lo stupore per le cose sfavillanti e i pensieri luminosi, le sfide intrepide lanciate agli avvenimenti, il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo, il senso del lato piacevole e lieto dell’esistenza. Resterete giovani finché il vostro cuore saprà riceve i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio, di grandezza, di forza che vi giungono dalla terra da un uomo o dall’infinito. Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate e su di esso si saranno accumulate le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo e' solo allora che diverrete vecchi e possa Iddio aver pietà della vostra anima.
Vero benefattore dell'umanità Oltre a creare il vaccino contro la poliomielite, rinunciò a brevettarlo, consentendone la diffusione anche fra i poveri: senza speculazioni economiche. Oggi, grazie a Sabin, la polio può considerarsi debellata. Lui restò giovane.


Albert Sabin, un papà dallo sguardo rassicurante
(1906 - 1993)




a P.

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vita, bellezza, testimonianza


Il dono della vita
***
«Amo troppo la vita, mi spiego? Sono troppo convinta che la vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere il regalo dei regali. Anche se si tratta di un regalo difficile. A volte doloroso»
O. Fallaci Corriere della Sera volume "Oriana Fallaci intervista Oriana Fallaci.”
a P.

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vita, fallaci

mercoledì, 26 settembre 2007

Inno alla vita
***

La vita è un'opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un'avventura, rischiala.

La vita è la vita, difendila.
Madre Teresa di Calcuta

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vita, madre teresa

sabato, 14 aprile 2007

Ode alla vita
***



Ode alla Vita Lentamente muore  chi diventa schiavo dell'abitudine,  ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,  chi non cambia la marcia,  chi non rischia e cambia colore dei vestiti,  chi non parla a chi non conosce.  Muore lentamente chi evita una passione,  chi preferisce il nero su bianco  e i puntini sulle "i"  piuttosto che un insieme di emozioni,  proprio quelle che fanno brillare gli occhi,  quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,  quelle che fanno battere il cuore  davanti all'errore e ai sentimenti.  Lentamente muore  chi non capovolge il tavolo,  chi è infelice sul lavoro,  chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,  chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.  Lentamente muore chi non viaggia,  chi non legge,  chi non ascolta musica,  chi non trova grazia in se stesso.  Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,  chi non si lascia aiutare  chi passa i giorni a lamentarsi  della propria sfortuna o della pioggia incessante.  Lentamente muore  chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,  chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,  chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.  Evitiamo la morte a piccole dosi,  ricordando sempre che essere vivo  richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.  Soltanto l'ardente pazienza  porterà al raggiungimento  di una splendida felicità. 
Martha Medeiro
Attribuita a Pablo Neruda

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vita, neruda

venerdì, 16 marzo 2007

ADERISCI
Cosa ci tocca diffendere
All'ospedale Careggi il piccolo Tommaso è sopravvissuto ad un aborto tardivo (non usiamo volutamente la parola terapeutico, troppo ambigua), non è stato assistito per venti minuti dopo la nascita, ed è sopravvissuto sei giorni.
All'ospedale San Camillo a Roma chi si sottopone ad aborto tardivo firma un "consenso informato" con cui chiede di non rianimare il neonato, se sopravvive all'aborto. Questi fatti ci fanno orrore. E sembrano non essere eventi eccezionali, almeno da quanto trapelato dai giornali. La legge 194/78 sull'aborto nell'art. 7 prevede che dopo i primi novanta giorni di gravidanza: "Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l'interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell'articolo 6 e il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto. art.6, a) L'interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, puo' essere praticata: a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna".
Cioè, se la gravidanza è in fase avanzata, tanto da far ipotizzare la possibilità che il feto nasca vivo, la madre può abortire solo se è in pericolo di vita, e bisogna far di tutto per salvare il neonato: la 194 cerca di limitare al massimo gli aborti tardivi.
I fatti del Careggi e del San Camillo, così come riferiti dai media, sembrano evidenti violazioni di questa legge, che tutti a parole dicono di non voler toccare, ma che poi molti disattendono. Vogliamo sapere cosa sta succedendo negli ospedali italiani dove si praticano aborti tardivi . Vogliamo sapere quanti sono i feti espulsi vivi, vogliamo sapere quanti ne sopravvivono, vogliamo sapere se viene fatto di tutto per salvarli.
Vogliamo sapere se ci sono violazioni alla legge 194 (e al codice penale). Noi quella legge non l'abbiamo voluta. L'abbiamo subita. Adesso chiediamo che venga rispettata in tutte le sue parti. Cosa ci tocca difendere!

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vita, aborto

giovedì, 25 gennaio 2007

RICORDI D'INFANZIA
di M. De Unamuno
***
«Perché l'uomo, atomo miserabile, può credere nel suo orgoglio insensato che vi sia per lui un aldilà? ».
« lo non ci vedo nessun orgoglio né sano né insensato. Non dico che meritiamo un aldilà, né che la logica ce lo dimostri; dico che ne abbiamo bisogno, lo meritiamo o no, e basta. Dico che ciò che passa non mi soddisfa, che ho sete d'eternità, e che senza questo tutto mi è indifferente. Ne ho bisogno, ne ho bisogno! Senza di essa non c'è più gioia di vivere e la gioia di vivere non ha più nulla da dirmi. E' troppo facile affermare: « Bisogna vivere, bisogna accontentarsi della vita. E quelli che non se ne accontentano?
In fondo i sensuali sono più tristi dei mistici. Io vivo contento con i miei mistici.
L'ossessione della morte nasce dalla pienezza della vita; è perché sentiamo che la vita ci trascende che la vogliamo senza fine. I deboli si attaccano alla vita. Io voglio inculcare agli uomini la fede in un'altra vita personale. Amo tanto la vita che perderla mi sembra il peggiore dei mali. Non amano veramente la vita coloro i quali se la godono, giorno per giorno, senza curarsi di sapere se dovranno perderla del tutto o no ».

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vita, mistero, unamuno

sabato, 04 novembre 2006


WLA VITA
«Ho sempre amato la vita.
Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi,
subire, farsi comandare.
Chi ama la vita è sempre con il fucile
alla finestra per difendere la vita…
Un essere umano che si adegua,
che subisce,
che si fa comandare, non è un essere umano»
Oriana Fallaci




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vita, fallaci

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